Come vedere il posizionamento di un sito sui motori di ricerca e perché smettere di farlo

Oggi "l'esperienza di ricerca singola" è talmente approfondita che fissarsi sul ranking porta a sbagliare strada

come-vedere-il-posizionamento-di-un-sito-sui-motori-di-ricerca-e-perche-smettere-di-farlo

Ogni proprietario di sito web arriva al momento in cui si chiede per quale motivo il proprio sito non compare nei motori di ricerca per determinate ricerche. È il passaggio “obbligato” verso la conoscenza dell’esistenza della SEO e, di conseguenza, del posizionamento organico sui motori di ricerca. Capito il meccanismo (spesso per sommi capi), è normale voler vedere come le pagine del sito si piazzano nelle SERP per ricerche che vengono ritenute rilevanti.

In questo articolo spiegherò in quale modo vedere il posizionamento del proprio sito e proverò a cambiare la prospettiva verso questa pratica che ha un ruolo sempre molto importante ma, che va rivisto in funzione dei cambiamenti da parte di Google stesso (parlo di Big G per comodità e perché in Italia è il motore di ricerca che detiene larga parte delle ricerche).

Come verificare il posizionamento sui motori di ricerca  di un sito

Non farti fregare da quello che vedi cercando direttamente sul browser. Oggi Google tiene conto di quello che cerchi di solito, del dispositivo da cui lo fai e tanti altri fattori che rendono i tuoi risultati personalizzati e condizionati dal tuo “background”. Per questo motivo per verificare il tuo posizionamento su Google devi necessariamente avvalerti di qualche strumento esterno.

La Search Console per una visione d’insieme “interna”

È il tool base per questo tipo di analisi sulla visibilità del tuo sito. Offre informazioni elementari ma sufficientemente accurate per avere una visione d’insieme su quali sono le ricerche principali che determinano la visibilità del tuo sito. Puoi vedere clic ricevuti (ma non fidarti troppo del numero), le impressioni ed incrociarle con filtri relativi alla posizione. L’installazione è molto semplice e sicuramente necessaria per avere controllo di quel che succedere, unita a Google Analytics.

Nell’esempio puoi vedere come le principali ricerche entro le prime 5 posizioni per il sito retorica.net che stai visitando in questo momento.

What’s My Serp per un controllo “a campione”

Di tool per controllare un numero ristretto di ricerche ne esistono tantissimi ma io mi trovo molto bene con whatsmyserp.com che nella versione free fa quello che deve.

Inserisci il tuo dominio, la nazione che vuoi osservare, il tipo di dispositivo, un numero ristretto di ricerche che ti interessano e il gioco è fatto.  Unica limitazione sono le 10 interrogazioni al giorno che vengono concesse prima di dover passare ad una versione a pagamento.

Naturalmente le informazioni sono strettamente legate alla posizione e quindi è necessario incrociare altri dati per capire il reale valore di quel posizionamento.

SemRush, SEOZoom o Ahrefs per verificare progetti di posizionamento strutturati

Questi tool sono in versione freemium ma per un utilizzo concreto è necessario passare quasi subito alla versione a pagamento. Non sono troppo differenti tra loro in termini di funzionalità ma variano la loro efficacia a seconda del mercato che si vuole controllare, l’accuratezza con cui viene aggiornato il database delle informazioni o le singole funzionalità più o meno utili a seconda della progettualità di chi li utilizza.

Il grande vantaggio di questi tool sta nel fatto di unire informazioni relative alla tua attuale situazione sui motori di ricerca con informazioni relative al potenziale di ogni ricerca. Ti permettono in sostanza di capire come il tuo sito è posizionato e per cos’altro potresti pensare di posizionarlo per intercettare sempre più persone coi motori di ricerca.

Incrociare queste informazioni (in questo caso prese da SEOzoom) con la Search Console e Google Analytics è avere un’idea piuttosto definita della propria visibilità.

E direi che per soddisfare la tua curiosità su come vedere il posizionamento organico del tuo sito su Google hai già abbastanza “giocattolini” con cui destreggiarti. E una volta che lo avrai fatto sarà abbastanza normale volerne sapere qualcosa in più.

Come migliorare il posizionamento SEO del mio sito

Non è un discorso che si risolve in un semplice paragrafo di un articolo. Esistono libri e libri che cercano di spiegare questa materia, partendo dal presupposto che Google non ha mai spiegato a nessuno come sceglie l’ordine dei risultati. L’unico modo è provare e riprovare, partendo dal presupposto che dipende in parte dal lavoro che farai internamente al sito, in parte da quello che farai esternamente, il tutto condizionato da quello che faranno anche i tuoi competitor e tutti gli altri siti che competono per le stesse ricerche di tuo interesse. Insomma non troppo banale.

Internamente ha molto a che fare con la qualità dei contenuti che proponi, come li organizzi per gli utenti e agli occhi di Google e come aiuti il motore di ricerca stesso a comprendere di cosa stai parlando. Esternamente è invece una corsa a creare i presupposti per cui i tuoi contenuti vengono considerati rilevanti dal resto del web, tanto da decidere di linkarti nel loro sito.

Quindi ora sai di voler capire come sei posizionato, hai una leggera infarinatura su come funziona e vorrei provare a farti ragionare sul fatto che è giusto che tu voglia capire come sei visibile ma non vale la pena fissarti su poche ricerche che ritieni importanti.

Come cambiare approccio circa il posizionamento organico del proprio sito

L’algoritmo Hummingbird, introdotto nel 2013, ha lo scopo di smettere di interpretare parola per parola e di ragione per domande complete, tenendo sempre più conto del contesto e delle caratteristiche di chi sta facendo la ricerca. L’effetto (su un buon 90% delle ricerche) è che i risultati sono molto diversi di ricerca in ricerca, di persona in persona, di dispositivo in dispositivo e quindi focalizzarsi troppo su poche parole chiave ad ampio traffico è sempre meno sensato e vincente. Ha molto a che fare con la vanità e poco con l’efficacia.

Ha molto più senso focalizzarsi sull‘interpretare l’intenzione di ricerca dei tuoi utenti potenziali e lavorare sul sito per cercare di rispondere alle loro domande. Tieni a mente che oggi le persone hanno a loro disposizione strumenti potentissimi come la ricerca vocale che cambia di tanto il modo con cui le persone pongono domande a Google e soci. Focalizzati sulla creazione di contenuti completi, esaustivi per gli utenti, aggiornati con costanza.

E dal punto di vista del verificare il posizionamento del tuo sito puoi continuare a fare quanto scritto poco sopra ma cerca di avere una valutazione più ampia e d’insieme della sorgente “traffico organico”. Non fissarti sul volerti posizionare su “hotel riccione” perché vedi stimate 27 mila ricerche mensili e pensi che li si trovi il tuo risultato di visibilità. La stessa cosa l’hanno pensata tutti gli hotel di Riccione, tutte le OTA di questo mondo, tutti i portali dell’universo. E oltre a questo fatti la domanda: “quale intento si cela dietro una persona che sta cercando qualcosa di così generico come Hotel Riccione?”

Costruisci tanti piccoli risultati di piccola portata ma centrati sui tuoi utenti e cerca di metterti in una posizione tale per cui il traffico organico cresce complessivamente e ti porta i risultati che volevi. Valuta il singolo caso per capire la direzione che stai prendendo ma resta focalizzato sull’insieme delle risposte che dai agli utenti. Da Google Analytics capirai che è questa la valutazione da fare e il modo giusto di investire il tuo tempo (e il tuo denaro).

 

 

 

 

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *