Gestione pagina Facebook, quando internalizzare e quando no?

Meglio gestire internamente i profili aziendali oppure no? Ecco le mie riflessioni.

Gestione pagina Facebook, quando internalizzare e quando no?

Ci sono due domande che sento spesso nelle aziende o nelle strutture ricettive, ossia “Conviene gestire internamente i profili dei social network aziendali? O forse è meglio esternalizzare e demandare tutto ad un’agenzia che fa questo di lavoro?

  • Sono dubbi importanti, perché implicano conseguenze ben diverse. Nel primo caso è importante andare a formare o addirittura assumere risorse umane ad hoc, con un minimo di esperienza, con un minimo di creatività e che saranno destinate proprio a quelle specifiche attività. Perché se si decide che quel compito è della segretaria o del nipote che “è bravo con i social”… sappiamo tutti come va a finire. Esatto, che i profili social restano vuoti come dei sacchi.

Come ogni anno, verso fine gennaio, esce uno dei rapporti statistici che mi piace di più, ossia il Global Digital 2018, un’indagine seguita da We Are Social ed Hootsuite.
E’ importante per conoscere quali sono i principali trend riguardanti i social media e tutto il mondo digitale e qual è la loro diffusione, sia in Italia che nel mondo.

E cosa emerge da questo rapporto? Che più del 50% della popolazione mondiale ha accesso a Internet e si arriva quasi al 75% a livello italiano. A fare da traino sono. ovviamente, i social network, con quasi 3,2 miliardi di persone attive (+13%).

Ed in Italia? Il rapporto ci dice tante cose, ma soffermiamoci su due in particolare:

  • il 73% della popolazione è online (43 milioni di persone) e 34 milioni sono gli utenti attivi sui social media. Tantini, eh?
  • Internet ha doppiato la televisione: 6 le ore trascorse online, contro le 3 dedicate alla visione televisiva, che comprende oltre alle trasmissioni, anche streaming e video on demand, a cui si accede attraverso la rete. E delle 6 ore trascorse mediamente online, ben 2 sono quelle sui social network!

Credo che questi dati siano segnali importanti per chi ha intenzione di puntare su una strategia online, non credi? Ma torniamo ai nostri dubbi, che sono importanti.

Quando è nato Facebook?

Inizialmente si chiama FaceMash e vede la sua nascita verso la fine del 2003, quando ad Harvard, lo studente Mark Zuckerberg, dopo un appuntamento finito non proprio benissimo decide di accendere il suo PC e consultare l’annuario universitario.

Chissà se è una leggenda, ma pare che Mark, in quel momento, abbia avuto l’idea di costruire un sito dove caricare le foto di tutti gli studenti e dare la possibilità di far votare una foto o un’altra. Pare anche che, dopo poche ore dalla pubblicazione di questo sito, i server dell’università andarono in crash per colpa delle tante visite.

Mark, però, non aveva le autorizzazioni ad usare le foto e dopo qualche giorno, il sito venne chiuso.

L’11 gennaio 2004, Mark registra il dominio TheFacebook.com gettando le basi di quello che sarà una vera e propria rivoluzione, aiutato da altri due studenti, Andrew McCollum ed Eduardo Saverin.

Il 4 Febbraio 2004, la piattaforma permette l’iscrizione da parte degli studenti anche di altre facoltà e nel giro di poco tempo attira le attenzioni di tanti personaggi importanti: Sean Parker, il fondatore di Napster, sarà il presidente della società Facebook, Inc. aperta da Zuckerberg; Peter Thiel, tra i fondatori di PayPal investe mezzo milione di dollari, acquisendo il 10.2% delle quote; nel 2007 la stessa Microsoft decide di investire in Facebook, rilevando l’1,6%.

Era il 20 novembre 2007 (cavolo, quasi 12 anni fa!), arrivano i primi articoli anche in Italia su questo nuovo social e così decido di iscrivermi come spesso accade quando esce un nuovo social network o una nuova piattaforma.

[Se vuoi vedere la tua data di iscrizione, dalla versione desktop, devi cliccare in alto a destra sul triangolino, poi impostazioni, “le tue informazioni su Facebook”, poi clicchi su “Accedi alle tue informazioni” ed infine “Informazioni del profilo”].

Dal 2008 inizia il boom in Italia, fioccano le registrazioni e le persone che si approcciano a questo nuovo social. Pensate che a Novembre 2011 ci sono ben 21 milioni di italiani su Facebook e ben 13 milioni si collegano ogni giorno, fino al 35 milioni del giorni nostri.

E vi ricordate di Farmville? Era il 2009, quanti “contadini” digitali in quel periodo!
A fine anno, Facebook segna un importante traguardo: con 350 milioni di utenti registrati e 132 milioni di utenti mensili unici, diventa la piattaforma sociale più popolare al mondo.

Nel 2011 arriva Messenger, nel 2012 l’acquisizione di Instagram e nel 2014 quella di WhatsApp.

Si arriva al 2018, con una grossa novità: il nuovo algoritmo! Il News Feed ancora più focalizzato su amici stretti e familiari. In sostanza, un ennesimo invito (anzi, costrizione) ad utilizzare le sponsorizzate, in quanto la portata organica è sempre più vicina allo zero.

Sempre nel 2018 la “grana” Cambridge Analitica, il furto di dati e dei profili violati. La cosa curiosa, però, è che nonostante sia stato uno degli anni più difficili per Facebook, i profitti siano aumentati del 39% sul 2017 a 22,11 miliardi e i ricavi siano cresciuti del 38% a 55,84 miliardi (di cui 55 miliardi da pubblicità).

In merito al numero di utenti, a fine dicembre 2018, ben 1,52 miliardi di persone usano il social network ogni giorno (+9% rispetto all’anno precedente). Gli utenti attivi ogni mese sono stati 2,32 miliardi (anche in questo caso +9% rispetto al 2017)

Quasi 3 miliardi di persone usano ogni mese le piattaforme di Mark (Facebook, Instagram, WhatsApp o Messenger) ed oltre 2 miliardi lo fanno quotidianamente.

Costi della gestione di una pagina Facebook Aziendale

Ora che abbiamo capito che Facebook fa parte (ancora) della quotidianità di tante persone, per poter rispondere ai nostri quesiti iniziali, dobbiamo ragionare su quanto costerebbe far gestire la pagina Facebook Aziendale ad una agenzia professionista?

Non esiste una cifra unica e ben definita, ma dipende effettivamente da tante cose. Vediamo di analizzare alcune insieme:

  • esiste già una pagina Facebook? O va creata da zero? E’ logico che nel primo caso, oltre alla pagina, sia necessario creare anche il pubblico. Stesso discorso anche nel caso in cui la pagina fosse creata, ma gestita molto saltuariamente. In questi casi, occorre tenere conto del tempo necessario per la gestione, ma anche di un budget necessario alla sovraesposizione dei post ma anche della pagina.
  • quali sono i nostri obiettivi? Chi è il nostro target? Vogliamo raggiungere persone locali o anche su tutto il territorio nazionale? O forse anche all’estero? Ovviamente, capirete bene che gli sforzi sono diversi, così come sono diversi i budget per le sponsorizzate da considerare. Nel primo caso, più limitati, nel secondo, ben più importanti.
  • come siamo messi con foto e video? Questo è un fattore molto importante, perché se è vero che per i social non sono necessarie foto ad altissima qualità e foto super mega professionali, è altrettanto vero che non possiamo pubblicare foto realizzate dal nipote con un nokia 6610. Va bene quella “amatorialità” che rende una pagina più “genuina” ma passare il limite è un attimo. I contenuti che creano più interesse sono ovviamente foto e video, quindi attenzione, non lesiniamo su questo punto.

A questi punti è fondamentale aggiungere:

  • uno studio della strategia iniziale, che poi delineerà e guiderà la comunicazione. Non si possono pubblicare foto e testi senza una strategia;
  • un piano editoriale mensile, con spunti, rubriche, idee ed argomenti;
  • la definizione e la realizzazione dei post grafici, eventuali GIF, minivideo,…;
  • il monitoraggio continuo di ciò che avviene sulla pagina, che si traduce poi in un report mensile o bimestrale.

Non è semplice dover raccontare e parlare per un hotel o un’azienda. E’ importante avere un periodo di “allineamento”, perché se è vero che una persona intera può raccontare e comunicare al meglio l’anima, la filosofia ed i messaggi di una attività, un’agenzia esterna spesso sa farlo con un distacco e con una visione non condizionata dall’abitudine e dalla quotidianità.

Effettivamente è difficile individuare una cifra esatta per tutte queste “variabili”, ma una gestione della pagina Facebook non può avere un canone mensile inferiore di 300 / 350 euro.

Contratto della Gestione di una pagina Facebook

E’ importante avere pazienza, è importante dare il giusto tempo a queste attività così come è importante ricordarsi che le persone che sono su Facebook non cercano direttamente una vacanza o un prodotto specifico. Per quelle cose esistono altre piattaforme, no?
Se ci si rompe la caldaia o se cerchiamo una SPA per un weekend lo facciamo su Google, non su Facebook.

I social network servono per rafforzare la nostra comunicazione, servono per sostenere il nostro brand, ne abbiamo già abbondantemente parlato in altri articoli, ricordi?

Ad ogni modo, un periodo minimo potrebbe essere quello di 5 o 6 mesi.

E la gestione delle Inserzioni Facebook?

Abbiamo visto che la portata organica dei post è veramente vicina allo zero, pertanto è necessario considerare e riconoscere un budget mensile utile per le campagne sponsorizzate. C’è chi destina X, chi 2X, chi 5X, dipende sempre da target, obiettivi e strategia, ma di certo non si può pensare di lavorare ad una pagina aziendale senza un budget per le inserzioni.

In conclusione, è meglio gestire interamente o esternalizzare la gestione di una pagina Facebook?

Non c’è una risposta valida per tutti, questo è chiaro.
Gestire una pagina aziendale internamente di certo ci consente di avere un processo più snello, più velocità di esecuzione per quanto riguarda il real time, ma è fondamentale individuare una persona interna competente e che continui a formarsi.

Farla gestire ad un’agenzia, invece, ci può tranquillizzare sul fatto che la pagina avrà una certa copertura, sia a livello quantitativo che qualitativo. Il contro più grosso è sicuramente il costo mensile.

C’è sempre il piano B, ossia la soluzione “ibrida”: una sorta di co-gestione.
La webagency si occupa della strategia, del monitoraggio e di quei post con una vita più lunga, garantendo continuità e costanza, mentre dall’interno ci si occupa più del real time.
E’ compito dell’agenzia, di solito, pensare anche alla gestione delle sponsorizzate, al piano editoriale ed agli spunti grafici un po’ più complessi.

Ripeto, la soluzione che possa andare bene a tutti non esiste, ricordati di avere pazienza e diffida dai “fuffaroli” che ci sono in giro. Ahimè, è pieno!

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