I colori della SERP: conoscerli e sfruttarli per essere più visibili

Colori e visibilità: ecco quello che forse non sapete

colori della serp: conoscerli e sfruttarli per essere più visibili

Nel corso del tempo Google ha continuamente cambiato spazi e disposizione dei risultati, aggiungendo un numero sempre più ampio di informazioni. Alla fusione, più o meno omogenea, di risultati organici e a pagamento si sono aggiunti numerosi elementi che compaiono nei diversi tipi di SERP (Search Engine Results Page – la pagina dei risultati del motore di ricerca) a seconda della ricerca effettuata dall’utente.

Si rende quindi necessaria un’analisi accurata di quel che Google offre ad ogni ricerca specifica per cercare di capire quali sono gli spazi da occupare per rendersi visibili sul principale motore di ricerca. Tuttavia ci sono spazi comuni che si possono distinguere anche per diversa colorazione, che possono essere sfruttate.

Risultati organici e risultati a pagamento

Prendiamo una SERP qualunque.

Oggi non è così immediato riconoscere quali siano i risultati organici e quali quelli a pagamento. C’è una piccola etichetta con scritto “Ann.” e i risultati a pagamento sono molti più ricchi di informazioni (tecnicamente si chiamano “estensioni”). E se la vostra convinzione è che nessuno clicchi in quei primi risultati vi state sbagliando.

Da uno studio realizzato da www.wordstream.com chiamato “The War on ‘Free’ Clicks: Think Nobody Clicks on Google Ads? Think Again!” (lo studio completo è a questo link) condotto su ricerche ad alto potenziale commerciale, emerge che il 64,6% dei click avviene nei risultati a pagamento. Chiaramente non si tratta solo di annunci ma anche di altre forme di ads ad hoc (ad esempio Google Shopping).

Si rende quindi necessario uno studio piuttosto approfondito della SERP e della sua occupazione, soprattutto in quei settori dove Google ha deciso che i risultati organici non debbano stare neppure nella prima metà della pagina.

SERP turistica

I colori dello snippet e la sua formattazione

Ogni risultato è composto sostanzialmente da tre righe: meta title (blu), url (verde) e meta description (grigia). Il colore non è così determinante ma questi tre componenti vanno trattati in un certo modo per cercare di rendersi visibili prima e riconoscibili poi.

Prendiamo un esempio concreto, partendo dalla ricerca “web marketing Riccione” per cui Google offre 348.000 risultati.

Title: è la prima cosa che viene notata sia dai motori di ricerca che dalla persone. Deve quindi incontrare le intenzioni di ricerca delle persone  e, al tempo stesso, permettere alle persone di riconoscere nella nostra pagina quello che stavano cercando. L’iniziale maiuscola, grammaticalmente non corretta, ha il compito di dare un tocco elegante di riconoscibilità al nostro risultato e a renderlo leggermente diverso dagli altri.

Url: in questo caso corrisponde con la home page del nostro sito ma, di solito, si cerca di renderla semplicemente leggibile e chiara alle persone. Tecnicamente si chiamano url Google Friendly e vengono apprezzate dagli utenti che si sentono più “sereni” nello scegliere il nostro risultato.

Description: serve per rinforzare con una frase descrittiva quel che è stato introdotto dai due elementi che lo precedono. Per quelle parole che coincidono con la ricerca dell’utente avviene una formattazione in grassetto automatica quindi conviene dare consistenza e coerenza rispetto al title. Serve per cercare di posizionare meglio il vostro risultato e anche per renderlo più evidente in mezzo a tanti altri risultati.

In linea generale questi tre elementi devono lavorare per cercare di far capire all’utente chi fa cosa e dove al primo sguardo sulla SERP. Una sfida difficile per cui vale la pena seguire questi piccolo e semplici consigli.

Dove possibile sfruttiamo i dati strutturati per cercare di rendere i risultati ancora più visibili e accattivanti. In questo esempio (sempre realizzato da noi) le recensioni aggiungono delle evidenti stelline arancioni che rendono il nostro risultato molto più invitante.

I colori della tua azienda su Google

Infine prendiamo in considerazione le ricerche legate al nostro brand che offrono una SERP completa di ogni tipo di informazioni attraverso il knowledge graph.

In questo tipo di situazione è importante offrire risultati completi, corretti e sempre aggiornati. Il tocco di colore può essere dato attraverso le immagini che potete caricare, insieme a tutte le altre informazioni, nel profilo Google My Business. Chi cerca il vostro brand deve essere immediatamente convinto di avervi trovato, senza alcun tipo di dubbio.

E se in SERP come la nostra si tratta soprattutto di una questione di stile e di riconoscibilità del brand, nelle SERP turistiche si tratta anche di “ostacolare” il lavoro degli intermediari a cui si ricorre per logiche di business ma che con il nostro brand costruiscono il loro risultato.

Nell’esempio puoi vedere come con la ricerca nome + località  ci sono diversi siti che hanno tutto l’interesse a comparire.

La scelta strategica è di coprire ogni spazio della SERP (organico, pagamento e knowledge graph) per fare in modo che chi sta cercando l’hotel non si lasci convincere da qualcun’altro.

Perché quel che Google vuole offrire alle persone è il miglior risultato possibile per ogni ricerca. Se qualcuno sta cercando la nostra attività quel risultato siamo noi e abbiamo il compito di farlo capire utilizzando tutte le armi in nostro possesso prima che sia qualcun’altro a farlo.

Conclusioni

Il ruolo dei colori nei motori di ricerca è chiaramente marginale rispetto a tanti altri elementi che ci è capitato di analizzare anche in passato. Tuttavia se cerchiamo di capire cosa le persone stanno cercando, possiamo provare a sfruttarli per farci trovare meglio nel grande mare di risultati che i motori di ricerca offrono. Si tratta di un lavoro che ci costa pochi piccoli accorgimenti e un po’ di analisi e che, giorno dopo giorno, può dare una gran bella mano alla visibilità del nostro sito e di quello che propone.

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