I migliori strumenti gratuiti per Copywriter. Ecco di cosa non puoi fare a meno, quando scrivi

I tool più utili per chi scrive

Ho già parlato di come scrivere il primo articolo per il tuo blog. Oggi invece vorrei affrontare un’altra questione spinosa: come scriverlo al meglio.
Infatti, alcuni probabilmente non avranno il problema di “cosa scrivere” ma quello di “come scrivere”. Come scrivere per fare in modo che le persone abbiano voglia di leggerti, come scrivere per far in modo di essere indicizzati dai motori di ricerca, come scrivere per essere intercettato da chi ha bisogno di te.
Fortunatamente queste domande non rimarranno senza risposta, non oggi almeno. Voglio fornirti qualche utile strumento tra quelli da me utilizzati, e quindi testati, per trovare un buon argomento e trattarlo nel migliore dei modi, per utenti e motori di ricerca.

Gli strumenti utili alla scrittura

Per scrivere non è sufficiente avere una buona conoscenza dell’argomento e possedere un dispositivo per scrivere fisicamente un testo.
Per scrivere un buon articolo sono necessarie altre cose:

  • un argomento interessante e nuovo
  • una buona organizzazione del testo
  • le parole giuste per spiegarlo
  • una corretta struttura SEO dell’articolo

Esistono alcuni strumenti, o tool che dir si voglia, per svolgere al meglio il processo creativo dei contenuti.
Continuando a leggere ti fornirò alcuni strumenti per trovare gli argomenti più interessanti da proporre ai tuoi lettori, altri per organizzare le idee o per trovare le giuste parole chiave, e infine per organizzare il testo in modo tale che anche i motori di ricerca si innamorino di lui.
Prima di iniziare mi sembra giusto dire che gli strumenti che potrai trovare online sono tantissimi, ogni copywriter ha i propri. Quelli che ti suggerirò io sono quelli che mi è capitato di utilizzare più spesso e che, più e più volte, mi hanno salvata dalla crisi del foglio bianco, o peggio dallo scrivere un pessimo articolo. Non ho la presunzione che siano i migliori, ma spero che possano essere un buon punto di partenza anche per te. E poi, cosa importantissima, sono tutti gratuiti.

A volte l’intuizione non basta

Si parla spesso di guardarsi intorno o di tenere “le antenne alzate” per capire quali siano i reali bisogni dei potenziali lettori, ma a volte non è sufficiente. A volte è più importante capire dove guardare.
Ma andiamo con ordine: sul tuo calendario di pianificazione (che sicuramente avrai preparato con cura e rigore), sulla data di oggi hai segnato l’articolo settimanale per il tuo blog. Sei pronto, hai già aperto il classico foglio di word, ti sei sgranchito le dita ma…non hai la benché minima idea di cosa raccontare al tuo pubblico.
Per prima cosa, prova a pensare ad una domanda frequente che ti viene fatta riguardo al tuo lavoro. Anche se ti può sembrare banale, non importa. Con quello che scrivi devi rispondere ai bisogni reali dei tuoi lettori, o per dirla con altre parole: devi fare qualcosa di utile per le persone che ti seguono. Una volta focalizzato un potenziale argomento, continua con il processo di auto-analisi:

  • Può interessare i miei lettori?
  • Qualcuno ne ha già parlato?
  • Cosa posso aggiungere di nuovo, che ancora non è stato detto?

Rispondere a queste domande è un buon punto di partenza.
Altro aspetto importante è non perdere mai di vista il proprio pubblico. Se il tuo blog ha un taglio particolarmente tecnico, puoi anche trattare argomenti complessi. Nessuno meglio di te può conoscere le persone alle quali ti stai rivolgendo, e nessuno meglio di te può conoscere il loro grado di preparazione.
Se invece questo argomento non vuole proprio saltare fuori, niente paura. Come dicevo all’inizio: l’intuizione a volte non basta. Per fortuna esistono alcuni strumenti utili.

Strumenti per trovare un buon argomento

I tool per capire quali sono le questioni che smuovono maggiore interesse attorno ad un dato argomento, fortunatamente non mancano.
Banalmente, anche digitando all’interno della barra di ricerca di Google una parola chiave potresti avere un buon indizio di cosa interessi di più i tuoi utenti.
Se invece vuoi fare una ricerca più mirata e profonda, ti consiglio di utilizzare uno di questi tool:

https://inbound.org/
Ottimo quando si è a corto di idee. Ti basterà inserire i tuoi settori di interesse e le tipologie di contenuti, che magicamente ti si materializzeranno davanti agli occhi decine di articoli, freschi di giornata. Il sito è tutto in inglese, questa può essere l’unica pecca per chi non conoscesse troppo bene la lingua.

https://www.google.it/trends/
Google Trends ti permetterà di conoscere la frequenza di ricerche (i trends, appunto) su Google per una determinata parola o frase. La cosa interessante è che potrai impostare la tua ricerca per zona geografica o lingua. Inoltre, come in tanti altri strumenti messi a disposizione da Google, anche in questo caso effettuando l’accesso con il proprio account potrete personalizzare l’uso che ne farete.

Come organizzare i contenuti

Bene, adesso che hai scelto l’argomento è ora di passare allo step numero due: l’organizzazione dei contenuti. Io ti consiglio di trovare il maggior numero di fonti utili ad approfondire l’argomento e leggere tutti gli articoli che ne parlano. Mentre lo fai, inizia già a pensare ad un’ipotetica scaletta di argomenti da trattare nel tuo articolo. Individuare a grandi linee quali saranno i paragrafi, potrebbe rivelarsi molto utile.
Se sei un grafomane potresti trovarti bene anche disegnando la struttura ad albero del tuo articolo su un foglio di carta. Per tutti gli altri, esistono anche dei comodi tool online.
Questa fase è molto importante perché una volta che avrai capito di cosa scrivere, dovrai organizzare le idee.

Ecco alcuni tool che potrebbero servirti:

https://trello.com/
Trello è particolarmente utile per organizzare più progetti oppure per unire in un unico progetto tutto il materiale utile per elaborarla. Inoltre, se lavori in team, ponendo per ipotesi che ti serva l’aiuto di un grafico, potrai inserire gli spunti per la realizzazione di immagini o tutto quello che serve per svolgere al meglio il lavoro di gruppo. E poi potrai aggiungere checklist, commentare e inserire file da Google Drive o Dropbox

https://workflowy.com/
Workflowy è un altro tool che potrà rivelarsi davvero, davvero efficace. Il suo compito è quello di organizzare i tuoi appunti in maniera molto semplice. E soprattutto, e questo è l’aspetto che preferisco, minimale. Avrai tra le mani una lista. Sì, hai capito bene, una semplice e meravigliosa lista. Di argomenti, di capitoli, di quello che vuoi tu. È o non è fantastico?
E poi ci sono le annotazioni, ovviamente. Potrai usare quelle anziché coprire il tuo tavolo da lavoro di post-it.

Tool per trovare le parole chiave giuste

Una volta che avrai identificato l’argomento, è importante che tu scriva l’articolo selezionando anche le giuste parole chiave.
Non è sempre facile riuscirci, quindi è consigliato utilizzare qualche strumento che possa dare una mano.
Io uso principalmente questi:

http://keywordtool.io/

https://ubersuggest.io/

http://keywordshitter.com/

Su di loro non c’è molto da dire, ad essere sinceri. Sono semplicissimi programmi che ti aiuteranno a individuare quali potrebbero essere i punti da toccare all’interno del tuo articolo e tutte le parole chiave correlate.

Come avere una corretta struttura SEO

A quest’ora probabilmente avrai scritto il tuo articolo, sudando le classiche sette camicie. Una volta messo il punto definitivo, potrai passarlo, per un’ultima scorsa, qui:

http://www.hemingwayapp.com/
Devo dire la verità, non è un tool particolarmente utile per la SEO, ma lo è per la forma. E poi io l’ho preso un po’ in simpatia, per via del nome. Se sei particolarmente scrupoloso e hai del tempo da dedicare alla scrittura, usalo. Alcuni potrebbero ritenerlo non troppo utile, principalmente perché non tiene in considerazione alcuni aspetti della lingua italiana. Ma può aiutarti a capire se hai usato delle ripetizioni, se le frasi sono troppo lunghe e se i periodi sono complicati. Insomma, può aiutarti a rendere la tua scrittura più accattivante, che male non fa.

Passiamo invece alle cose importanti. Una volta che avrai scritto il tuo articolo, fai bene attenzione che sia diviso in paragrafi brevi, ognuno incentrato su un argomento specifico e con un’organizzazione dei titoli lineare (il classico H1, H2, H3), che non contenga frasi eccessivamente lunghe, che sia ben formattato e che ci sia una densità di parole chiave sufficiente.
Queste piccole accortezze faranno in modo che il tuo post sia più facile da leggere. Sia per gli esseri umani che per i motori di ricerca.
Personalmente per fare questo controllo uso i classici plugin interni ai blog, uno su tutti SEO Yoast di WordPress. Può essere utile per trovare una linea generale di ottimizzazione del testo: lunghezza dei paragrafi, densità delle keyword, uso dei grassetti. Usalo, ma non perdere troppo tempo a concentrarti sulle luci rosse o verdi dei semaforini (chi ha un blog avrà già capito di cosa sto parlando). Per esperienza, non ha senso ossessionarsi. L’importante è che tu abbia seguito le regole di buon senso, e di buona scrittura, che ti ho appena suggerito e il tuo articolo avrà tutte le carte in regola per essere considerato interessante da Google.

E tu, usi già qualcuno di questi tool? Fammelo sapere nei commenti.

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *