Retorica intervista Francesco Poroli

Una piacevole chiacchierata con uno dei migliori illustratori italiani

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Aggiornarsi, osservare, prendere spunto e forse anche un po’ “rubare”. Quando si lavora nella comunicazione è importante ognuna di queste attività ed altrettanto importante è avere dei punti di riferimento. Lo è sicuramente Francesco Poroli, guru dell’illustrazione italiana e non solo. Un artista in tutto e per tutto che, attraverso il suo stile e chiavi di lettura personali, rende ogni strumento di comunicazione visiva semplicemente unico.

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Ciao Francesco, iniziamo subito con le domande! In un mondo pieno di sfaccettature come quello dell’illustrazione, hai scelto l’editoria raggiungendo ruoli prestigiosi come quello di Art Director della Rivista Ufficiale NBA. Cosa ti ha spinto a scegliere questo ambito e non altri? Penso al web che vive in questi anni la sua massima espansione.

Credo dipenda essenzialmente da un fatto anagrafico. Quando ho iniziato a inventarmi questo mestiere era il 2000 e ai tempi il web non era (ancora) il luogo che è oggi. La naturale destinazione dei miei lavori – di grafica e di illustrazione – era la stampa. In più, c’è una ragione patologica: ho da sempre un feticismo assoluto per la carta, che ancora non mi abbandona. Questo però non mi impedisce, quando capita, di lavorare anche per il web. Un esempio? Clicca su www.partedinoi.it

Proponi soluzioni varie e ogni volta riesci a stupire l’osservatore. Si può dire che ogni nuovo lavoro sia una sfida? Come la affronti? Quali sono le fonti d’ispirazione dalle quali attingi? Prendi spunti dalla vita quotidiana?

Ogni nuova commissione è per definizione una sfida. Non lo fosse questo lavoro perderebbe metà del suo fascino. Le affronto tutte cercando soprattutto di divertirmi in quello che faccio (anche se non sempre ci riesco). Se dovessi dire in una parola qual è la mia principale fonte di ispirazione, direi “le deadline”. Lavoro al meglio sotto pressione, per questo mi piace lavorare con l’editoria: i tempi di consegna sono sempre stretti e la cosa mi è stranamente congeniale.

Quale è il processo che ti porta a tradurre un concetto o una frase in un’immagine?

Credo quello comune a molti altri. Parto sempre con la matita e il taccuino, schizzando (spesso in modo comprensibile solo a me stesso) idee, associazione di immagini e parole. Quando trovo quelle giuste, rifinisco – o meglio rendo comprensibili – i miei schizzi e li mando all’art director di turno, che sceglie quello che preferisce. Poi passo al digitale con illustrator, quasi sempre senza importare gli schizzi fatti a mano.

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L’incubo per chiunque lavori in ambito artistico è il foglio bianco che rimane bianco per lungo tempo. Ti è mai capitato di avere un blocco e percepire quel foglio bianco come un limite? Come ti comporti quando l’ispirazione non arriva?

Certo che mi è capitato, a chi non è mai successo? Quando succede semplicemente stacco. Per dieci minuti, per un’ora, per mezza giornata. Mi concedo un po’ di sano “cazzeggio”. Per dirla con il grande Enzo Baldoni: “Il cazzeggio è necessario non solo alla felicità, ma proprio in senso tecnico, per il nostro mestiere quotidiano di creativi. Cazzeggiare vuol dire staccare il cervello dalla logica, tornare un po’ bambini, affidarsi all’inconscio, uscire dai binari tracciati, fare nuove associazioni. E da lì, come una scintilla, nascono le idee”. Ecco, così.

Prima di presentare il lavoro ultimato ad un cliente, lo fai vedere ad un occhio estraneo? Chiedi dei pareri a persone fidate?

Succede davvero di rado. Questo lavoro è – per lo più – un lavoro solitario, in cui spesso l’unico parere che hai è quello del cliente. Quando succede ho un piccolo, ristretto gruppo di colleghi a cui chiedo un giudizio.

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In conclusione raccontaci un po’ di te. Quali sono i tuoi progetti futuri?

Sarà un autunno caldo, per dirla come se fossi un sindacalista 🙂

Il 3 ottobre sarò a Milano con una piccola mostra e un sacco di stampe in occasione della nuova edizione del Sunday Market (www.facebook.com/SunDayMkt). Il 10 ottobre a Roma per Italianism, una giornata incredibile dedicata alla cultura visiva italiana, alla Ex Caserma Guido Reni (www.italianism.it ). E per finire, sempre ad ottobre – il 17 – a Brà (Cuneo) per Chiamata alle Arti, un festival organizzato da Switch On Future (www.switchonfuture.it).

Grazie mille Francesco per la tua disponibilità. Continueremo a seguirti e a prendere spunto dai tuoi lavori 😉

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